SCA Servizi Comunali Associati s.r.l.
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Guasti e segnalazioni

Qualità dell’acqua

L’acqua è indispensabile per la vita e, se assunta in quantità sufficiente, contribuisce al benessere del nostro corpo. Per questo è importante bere un’acqua sicura e non contaminata. Oggi il consumo di acqua del rubinetto è notevolmente diminuito rispetto a qualche anno fa poiché è opinione comune (anche “grazie” alla pubblicità) che la sua qualità sia inferiore a quella dell’acqua in bottiglia.
In realtà la “minerale” non è migliore della “potabile” ed è ingiustificato il timore dei consumatori preoccupati del fatto che l’acqua del rubinetto sia impura, sporca e nociva per la salute. Paura che ha fatto sì che, negli ultimi anni, il mercato dell’acqua in bottiglia si espandesse a vista d’occhio con il conseguente vertiginoso aumento dei costi. Il prezzo della “minerale” oscilla tra i 20 e oltre i 50 centesimi al litro ed è quindi dalle 300 alle 1000 volte più cara dell’acqua del rubinetto. Considerando un consumo medio di 1.000 litri all’anno per una famiglia di tre persone, la spesa per l’acqua minerale è di circa 300 euro all’anno. La spesa per la stessa quantità di acqua proveniente dall’acquedotto sarebbe invece di solo 1 euro all’anno. Fra l’altro le tariffe di SCA sono fra le più basse sul mercato.
La qualità dell’acqua potabile italiana è buona e pertanto non è ragionevole diffidare dell’acqua dell’acquedotto, rigidamente e regolarmente controllata sotto il profilo igienico. Bere acqua minerale o acqua del rubinetto è una scelta soprattutto di gusto, legata al sapore ed eventualmente alla voglia di bollicine. La grande differenza è solo per il portafoglio; tra l’altro, a ben guardare, i soldi spesi per la minerale servono non tanto a pagare la materia prima, ma tutte le altre voci che gravitano attorno al business dell’acqua: pubblicità, trasporto, imballaggio.
In effetti, bere acqua dalla fonte è un modo pratico e semplice per risparmiare denaro, ridurre l’inquinamento e l’utilizzo di materie prime, ma anche la produzione di rifiuti e il traffico sulle nostre strade.
Duemila anni fa i romani sapevano fare arrivare acqua buona a centinaia di migliaia di persone; quale è il motivo per cui oggi non sarebbe possibile fare altrettanto?
Affinché un’acqua possa essere considerata potabile, essa non deve contenere microrganismi e parassiti né altre sostanze in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute, deve essere anche priva di colore e di odore, chiara e fresca. Infatti le alte temperature costituiscono l’ambiente ideale per lo sviluppo di batteri.
Per poter entrare nelle nostre case, l’acqua deve rispettare parametri fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e deve essere sottoposta ai frequenti e rigidi controlli previsti dal D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 31.

Di seguito pubblichiamo i valori principali risultanti dalle ultime analisi effettuate sull’acqua erogata da SCA:

Caratteristica Acqua SCA srl Alassio-Laigueglia Acqua SCA srl Villanova d’Albenga Limiti di legge D. Lgs. 31/2001 Acque minerali (min-max)
pH 7.67 7.55 6.5 – 9.5 5.8 – 8.1
Durezza Totale (F°) 26 26 15 – 50 3 – 93
Residuo fisso 180° (mg/l) 287 280 1500 38 – 988
Sodio (mg/l) 9.4 6.3 200 1 – 62
Fluoruri (mg/l) < 0.02 < 0.02 1.5 0 – 0.56
Nitrati (mg/l) 8 7 50 0 – 7.12
Cloruri (mg/l) 15 7 250 0 – 92

Il valore pH esprime la misura del grado di acidità di una soluzione acquosa. È una grandezza che stabilisce se una sostanza è acida, neutra o basica, a seconda della concentrazione di ioni di idrogeno presenti. È misurata su una scala da 0 a 14, in cui 7 indica che la sostanza è neutra. Valori di pH inferiori a 7 indicano che una sostanza è acida e gradi di pH superiori a 7 indicano che è basica.
La durezza indica la quantità di sali di calcio e magnesio presenti nell’acqua. Viene espressa in gradi francesi (°F), dove un grado rappresenta 10 mg di carbonato di calcio per litro di acqua. La durezza può influenzare il gusto dell’acqua ma non dà problemi di salute. In commercio esistono acque minerali anche più dure dell’acqua Sca.
Il residuo fisso si ottiene dopo aver fatto evaporare un litro d’acqua a una temperatura di 180° C. È il contenuto di sali minerali (sodio, potassio, calcio, magnesio, ecc.) disciolti nell’acqua e viene indicato in mg/l. Più è alto il valore del residuo fisso, maggiore è la concentrazione di sali minerali. Sotto i 500 mg/l l’acqua è classificata come oligominerale.
L’acqua erogata da Sca è pertanto classificabile come un’acqua oligominerale.
Il sodio indica la quantità di sale comune presente nell’acqua. Anche in questo caso, l’acqua Sca è comparabile alle acque in commercio. I valori di sodio contenuti nell’acqua sono in genere irrilevanti: ad esempio bere un litro d’acqua del rubinetto equivale a mangiare poco più di mezzo cracker.
I fluoruri indicano la quantità di fluoro presente nell’acqua. L’acqua Sca è comparabile con le acque minerali in commercio.
I nitrati sono considerati sostanze nocive. Sono quelle sostanze che giungono nelle falde acquifere attraverso i terreni a causa della concimazione (con sostanze chimiche ma anche con fertilizzanti naturali) sistematica e intensiva dei suoli coltivati e dalle attività industriali.
I cloruri sono sali importanti per l’organismo umano, se presenti in concentrazioni eccessive possono modificare il sapore dell’acqua, e se associati a valori di pH acido (e non quindi nel caso dell’acqua Sca), favoriscono la corrosione dei metalli nelle reti di acquedotto.